rinsavire


Vorrei ringraziare tutte e tutti per i tanti attestati di solidarietà arrivati da parte di cittadini, associazioni, esponenti politici, sindacali, religiosi e rappresentanti istituzionali.
Desidero anche ribadire il senso dell’intervista con Concita De Gregorio, uscita ieri su Repubblica, in merito alle diffamazioni, alle minacce, alle intimidazioni che mi riguardano diffuse attraverso il web.

Nell’intervista non parlo mai né di anarchia, né di censura, né della necessità di una nuova legge.

Anzi, proprio perché credo nel potenziale partecipativo e democratico della rete, ho voluto attivare ed utilizzo quotidianamente, da presidente della Camera, una pagina facebook ed un profilo twitter, che considero strumenti utili al confronto e al dialogo. Ci tengo, anche con questi mezzi, ad accorciare le distanze tra le istituzioni ed i cittadini. Ma le minacce, gli insulti, le intimidazioni, la violenza non sono mai accettabili, né dentro il web né fuori.

Nell’intervista, dunque, intendevo aprire un confronto sulla violenza contro le donne, che si manifesta anche attraverso internet. Un raffronto può servire. La pedopornografia, in rete, viene seguita e perseguita con attenzione e preoccupazione. Quello che di sconcio accade contro le donne viene, invece, spesso sottovalutato e ridotto a goliardata machista. È un problema che deve riguardare tutti, non solo noi donne. L’obiettivo è arginare la violenza. Sono certa che saprá condividerlo anche chi ha giustamente a cuore la libertá della rete.

Laura Boldrini
boldrini

Basta veramente poco per capire che occorre rinsavire! Nella vita, quindi anche nel web che è un aspetto della vita, occorre rispetto per gli altri. Il rispetto è quello che permette il fluire normale della società umana.

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articolo 1


L’Istat ha reso noto che a fine marzo 2013 il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,5%, invariato rispetto a febbraio e in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi. La disoccupazione giovanile aumentata dello 0,6% rispetto al mese precedente, attestandosi al 38,4%. Il tasso di inattività (individui tra i 15 e 64 anni) si è attestata al 36,3%. Gli occupati sono 22 milioni 674 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-51 mila). Il calo riguarda la sola componente femminile. Su base annua l’occupazione è diminuita dell’1,1% (-248 mila). Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 950 mila, diminuisce dello 0,5% rispetto a febbraio (-14 mila). Il calo interessa sia la componente maschile sia, in misura più lieve, quella femminile. Su base annua la disoccupazione cresce dell’11,2% (+297 mila).

Speriamo che l’ex Presidente dell’Istat Enrico Giovannini tenga presente questi dati nell’esercizio delle sue funzioni di Ministro del Lavoro e delle politiche sociali.

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non a tutti i costi


Si farà un governo. Ma quale? Brunetta, Schifani, Gelmini possibili ministri. Quella che si appresta a sostenere il governo di Enrico Letta è certamente una “strana” maggioranza. Da Fassina a Berlusconi, passando per Ilaria Borletti Buitoni a Bruno Tabacci. Ma anche l’opposizione, in quanto a eterogeneità, a questo giro non scherza proprio. Tanto che, nei prossimi mesi, forse bisognerà iniziare a parlare di “opposizioni”. L’esecutivo non si troverà davanti un muro, ma tanti muretti. E i classici “no” da opposizione si moltiplicheranno in diversi “no, perché”. Saranno almeno tre, molto probabilmente quattro. E già iniziano i problemi perché in palio ci sono due postazioni di comando non di poco conto: la Commissione di vigilanza Rai e il Copasir.
I Cinque Stelle puntano al Copasir. Ma rischiano di restare a mani vuote. Ma il fatto che Sel riesca a portare a casa la Vigilanza è tutt’altro che scontato. In primo luogo perché da più parti si fa notare che il partito di Vendola ha già ottenuto la presidenza della Camera con Laura Boldrini e poi il fatto di dare all’opposizione la presidenza è solo una prassi, non una legge. Il Pd – spinto dal Pdl e dalla paura di Berlusconi di mettere Viale Mazzini in mano a Vendola – potrebbe quindi riuscire a piazzare un suo uomo, possibilmente con una linea non troppo ostile al Cavaliere.
Ignazio La Russa – pur smentendo l’indiscrezione che il suo partito si sia messo all’opposizione solo per avere poltrone – ha già puntato il dito contro i grillini che gestirebbero il Copasir “facendo conoscere e decidere i delicati provvedimenti alla Rete in nome della trasparenza”. Lui, ex ministro della Difesa, al momento è il candidato numero uno per l’organo che controlla i servizi segreti.

Mi viene da vomitare…
vomito

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un compagno di strada


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tutti in Barca?


B.P.
Un partito moderno “di sinistra” (basta, dice Barca, con l’ipocrisia del termine “centro-sinistra”! Concordo), deve evitare concezioni “minimaliste”, d’ispirazione liberista, ma anche superare le soluzioni “socialdemocratiche”, perché tutte e due legate all’idea che un gruppo ristretto possa ”disporre della conoscenza per prendere le decisioni necessarie al pubblico interesse”.

Il metodo da adottare è quello dello “sperimentalismo democratico”, fondato su una “mobilitazione cognitiva” allargata. A questo scopo occorre un “partito palestra”, “saldamente radicato nel territorio, animato dalla partecipazione e dal volontariato di chi ha altrove il proprio lavoro ”. Il che significa superamento del “partito scuola di vita”, del “partito occupazione dello stato”, ma anche esclusione di un “partito liquido” (probabile allusione a Renzi) o di un semplice pensatoio. Il partito deve essere una “interfaccia tra società e governo della cosa pubblica…, rigorosamente separato dallo stato”, anzi “sfidante dello stato”.

Barca rileva che la necessità di rinnovamento e di articolazione sia dei partiti che delle istituzioni è determinata anche dall’innalzamento del livello culturale generale della popolazione e dalla conseguente difficoltà di soddisfare con interventi uniformi la grande varietà di progetti esistenziali di persone e gruppi diversi (in questo, Barca si ispira molto all’idea di libertà del premio Nobel Amartya Sen).

(fonte)

***

L’8 maggio a Roma convocheremo la prima assemblea di popolo per lanciare questo nuovo percorso, questo cantiere per una sinistra di governo, larga e popolare. Non abbiamo nessuna intenzione di tornare indietro, di resuscitare la Sinistra Arcobaleno o di relegarci in un minoritarismo testimoniale. Da ora siamo impegnati a ricostruire, ricostruire ricostruire.

Barca? Tutti coloro che dopo lo schianto del Pd sono interessati, sono benvenuti. Sel intende andare avanti per l’adesione al gruppo del Partito socialista europeo all’Europarlamento.

Nichi Vendola

La sconfitta di “Italia Bene Comune” determinata dal Movimento 5 Stelle e dalla forza di autoconservazione dell’ “Ancien Régime” pone il problema di una ricompattazione a sinistra per un’opposizione alle dinamiche conservatrici di cui purtroppo occorre riconoscere la potenza. E’ l’occasione per recuperare i movimenti arancioni che sono stati compressi dalla strozzatura dei tempi stretti al tempo dell’ultima campagna elettorale.

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fare il Presidente della Repubblica è una cosa seria


Rodotà Presidente

Il giurista, ex Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ha nel suo passato politico anche la presidenza del Pds e il suo nome potrebbe raccogliere anche apprezzamenti tra le file dei democratici. In questa direzione lavora Vendola, che boccia il trio Amato-D’Alema-Vendola e raccoglie la proposta dei 5 Stelle. Fare il Presidente della Repubblica è una cosa seria, affidiamo l’incarico a una persona seria.

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ci vediamo domani


Enrico-Brignano

Da giovedì 11 aprile è nelle sale cinematografiche il film “Ci vediamo domani” girato tra Cisternino, Montalbano di Fasano e Ostuni, con riprese anche presso la Masseria Lupoli a Crispiano.

“Ci vediamo domani” è un film di Andrea Zaccariello con Enrico Brignano, Burt Young, Ricky Tognazzi, Francesca Inaudi, Giorgia Wurth e la piccola Giulia Salerno. Il film è prodotto da Moviemax Media Group e Smile Production di Giuseppe Pedersoli, con il sostegno di Apulia Film Commission.

Enrico Brignano è Marcello Santilli, un quarantenne in continua ricerca di una svolta lavorativa, separato dalla moglie (Francesca Inaudi), padre poco presente. Amante della cucina, vorrebbe aprire un ristorante, ma una mossa sbagliata lo porta invece a indebitarsi e a essere pressato da un ambiguo direttore di banca (Ricky Tognazzi). Una frase ascoltata un giorno in un bar gli dà però l’illuminazione: “In tempo di crisi la gente fa solo due cose: mangia e muore”. Se non può aprire il ristorante, allora la strada giusta è aprire un’agenzia di pompe funebre. E quale migliore luogo per tale attività se non il fantomatico paese di Pietrafrisca, il centro abitato con la popolazione più anziana d’Italia?
Santilli (anche chiamato Santillo) si trasferisce in questo angolo di Puglia, dove il tempo sembra fermarsi… nel vero senso della parola. La morte, lì, sembra proprio disinteressarsi agli arzilli vecchietti locali. I giorni passano e nessun decesso, nemmeno una malattia, né un malore. Sembra impossibile: in quel paese non si muore.

Con un inedito Enrico Brignano alle prese con le insicurezze dettate dalla crisi economica e familiare, il noto attore americano (di origini pugliesi) Burt Young, nome d’arte di Gerald Tommaso De Louise, noto al grande pubblico per il personaggio di Paulie Pennino, il cognato e amico di Rocky Balboa nella popolare saga cinematografica di “Rocky” e per il ruolo di Joe nel capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta in America”.

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il saggio dei saggi


I 10 saggi (da sx, in alto): ENRICO GIOVANNINI, GIOVANNI PIT

1. INTRODUZIONE E SINTESI
Questo documento non è un programma di governo, organico e sviluppato in un’ottica di lungo termine. Non può essere e non è un manifesto politico. Non è neanche una mera nota descrittiva dei problemi.
Proponiamo un elenco ragionato di possibili linee di una futura azione di governo in campo economico-sociale-ambientale, per ciascuna delle quali vengono indicati esempi di concreti provvedimenti, che si segnalano per la loro rilevanza e urgenza o su cui è comunque necessario avviare fin da subito una riflessione politica. La scelta di procedere per “esempi” è stata, da un lato, imposta dal breve orizzonte temporale del Gruppo, dall’altro privilegiata al fine di agevolare la lettura del documento.
Gli spunti qui suggeriti poggiano su una base di analisi condotte da istituzioni nazionali e internazionali, sono orientati a stimolare la ripresa economica, considerano le ineludibili necessità delle fasce più deboli della società e (con ulteriori approfondimenti di carattere tecnico) possono essere valutati nei loro effetti quantitativi sull’economia. Su di essi appare esservi prima facie una convergenza potenziale delle forze politiche, oppure una divergenza chiaramente misurabile. Come è ovvio, il quadro che se ne ottiene è lungi dall’essere esaustivo dei problemi e delle soluzioni. La composizione di un programma organico e di ampio respiro spetterà al Governo che il Paese si darà.
Il documento intende mostrare come, ad avviso del Gruppo di lavoro, si potrebbe cominciare a tracciare un percorso che aiuti la società e l’economia italiane a uscire dalle presenti difficoltà. L’appendice statistica completa il quadro informativo. La discussione in seno al Gruppo ha investito molti campi. Abbiamo preferito mettere a disposizione tutto il lavoro svolto, anche se ciò ha implicato redigere una Relazione corposa e molto articolata. In un apposito riquadro sono sintetizzate, al termine di questo capitolo, le proposte del Gruppo. Queste possono avere effetti in più campi.
Il contenuto della presente Relazione è condiviso da tutti i partecipanti al Gruppo di lavoro.

Questo documento non è un programma di governo, organico e sviluppato in un’ottica di lungo termine. Non può essere e non è un manifesto politico. Non è neanche una mera nota descrittiva dei problemi.
Che cos’è? Decidetelo voi, se avete voglia di leggerlo, cliccando anche su “questo documento“.

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our red, very red earth


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Terra rossa terra nera,

tu vieni dal mare,

dal verde riarso,

dove sono parole

antiche e fatica sanguigna

e gerani tra i sassi ‒

non sai quanto porti

di mare parole e fatica,

tu ricca come un ricordo,

come la brulla campagna,

tu dura e dolcissima

parola, antica per sangue

raccolto negli occhi;

giovane, come un frutto

che è ricordo e stagione ‒

il tuo fiato riposa

sotto il cielo d’agosto,

le olive del tuo sguardo

addolciscono il mare,

e tu vivi rivivi

senza stupire, certa

come la terra, buia

come la terra, frantoio

di stagioni e di sogni

che alla luna si scopre

antichissimo, come

le mani di tua madre,

la conca del braciere.

Cesare Pavese 27 ottobre ’45

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si è rotta la playstation e non solo…


Layout 1
Scritto in collaborazione con Marco Del Conte (uno degli autori del programma televisivo Zelig), lo show prende spunto dal libro “I figli non crescono più” del sociologo Paolo Crepet.

Si è rotta la pleistescion interpreta, in chiave comica, la realtà postmoderna mettendo a confronto l’infanzia di vent’anni fa, fatta di genuinità e innocenza – dove per divertirsi bastava un pallone e la merenda pomeridiana era a base di pane e pomodoro – con quella attuale più artefatta e fondata su legami virtuali.

Di quali strumenti possono avvalersi i genitori per colmare queste differenze e gestire nel modo migliore l’educazione dei propri figli? Esiste un vademecum educativo da rispettare valido per ogni generazione? Immedesimandosi nel duro ruolo dei figli e dei genitori di oggi, il comico paragona questi ultimi con quelli delle generazioni precedenti, prendendo spunto dalla sua infanzia meridionale vissuta tra i cortili di Foggia. Un intreccio di generazioni diverse che si incontrano e si confrontano, il tutto descritto in chiave comica e arricchito dall’impareggiabile stile ed ironia del comico più esperto in guai famigliari: Pino Campagna.

È risaputo che la tecnologia ha cambiato le nostre vite, semplificandole e rendendole, alle volte, più frenetiche, ma può sostituire l’educazione e le attenzioni di un genitore? Può una playstation essere paragonata al compagno di gioco d’infanzia? Possono una chat e una tastiera sostituire il calore di una chiacchierata con un amico? E ancora: un bambino del 2000, tra trent’anni, racconterà dei palloni che ha perso sul balcone dell’odiosa vicina di casa o di come è riuscito a vincere i mondiali con la sua playstation? Pino Campagna non solo si interroga sulle nuove generazioni, ma descrive quello che potrebbe essere un vero trauma infantile di oggi: la rottura della console e un urlo dalla cameretta: “Papà, si è rotta la playstation!”

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